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L'importanza dell'acqua per il caffè: rubinetto, filtrata o in bottiglia?

A cura del Team Lavazza   Tempo di lettura: 3-4 minuti

Il risultato in tazza dipende innanzitutto dal caffè: dalla miscela, dalla tostatura, dalla cura nella preparazione. L'acqua, tuttavia, è il mezzo con cui il caffè viene estratto, e la sua composizione chimica può favorire o attenuare l'espressione degli aromi della miscela. Ciò che conta, in questo caso, non è la provenienza dell'acqua ma la sua composizione: durezza, residuo fisso, cloro e pH. Capire questi parametri permette di valutare la propria acqua, sia essa di rubinetto, filtrata o in bottiglia, senza che nessuna delle tre sia per definizione la scelta più indicata.

In breve

  • L'acqua rappresenta un elemento importante per la resa finale di una tazza di caffè: la sua composizione influisce direttamente sull'estrazione e sul profilo sensoriale.
  • I parametri che contano sono durezza, residuo fisso, cloro e pH, non la fonte da cui l'acqua proviene.
  • L'acqua di rubinetto varia molto da una zona all’altra: i dati esatti sono reperibili gratuitamente nel referto del gestore idrico.
  • L'acqua filtrata riduce cloro e durezza, ma una filtrazione troppo spinta può appiattire il gusto del caffè.
  • L'acqua in bottiglia va valutata leggendo l'etichetta, in particolare il residuo fisso, evitando le versioni frizzanti per la preparazione.

Perché l'acqua conta così tanto per il caffè

In un espresso, l'acqua non è solo il veicolo del caffè: è il solvente che estrae aromi, acidità e corpo dal macinato, e la sua composizione minerale interagisce direttamente con questo processo. Un'acqua troppo povera di minerali tende a estrarre in modo incompleto, con un risultato poco aromatico. Un'acqua troppo ricca di minerali, al contrario, può produrre un caffè più amaro, oltre a favorire la formazione di calcare nella macchina.

I parametri che contano davvero: durezza, residuo fisso, cloro e pH

Prima di valutare quale acqua utilizzare, è utile sapere cosa osservare, indipendentemente dalla fonte scelta:

  • La durezza indica la concentrazione di calcio e magnesio disciolti nell'acqua. In Italia si misura solitamente in gradi francesi (°F). Una durezza troppo elevata favorisce la formazione di calcare nella macchina, mentre una durezza troppo bassa può rendere il caffè meno bilanciato.
  • Il residuo fisso a 180 °C è un indicatore della mineralizzazione complessiva dell’acqua. Un valore più alto segnala una maggiore presenza di sostanze minerali, ma non determina da solo il gusto dell’acqua: contano anche il tipo e la proporzione dei minerali presenti
  • Il cloro, aggiunto all'acqua di rete per motivi di disinfezione, può alterare l'aroma del caffè se presente in quantità percepibile.
  • Il pH, insieme a durezza e alcalinità, contribuisce a determinare l’equilibrio dell’acqua. Per proteggere la macchina non basta quindi verificare che sia vicino alla neutralità: occorre considerare complessivamente la composizione minerale dell’acqua

Acqua del rubinetto: quali caratteristiche considerare

La composizione dell'acqua di rete varia sensibilmente da una zona all’altra, in base alla fonte di approvvigionamento e al territorio attraversato. In Italia, i gestori del servizio idrico sono tenuti a pubblicare periodicamente i dati di qualità dell'acqua distribuita, consultabili gratuitamente sul sito del gestore locale o richiedibili direttamente: questi referti riportano durezza, residuo fisso e altri parametri utili per valutare l'acqua della propria zona.

 Se fosse presente odore di cloro, lasciar riposare l’acqua in una caraffa può ridurne la percezione, l’utilizzo di un filtro a carbone attivo è generalmente più efficace e costante. La durezza, invece, dipende dalla natura geologica del territorio: nelle zone con acqua particolarmente dura, la formazione di calcare nella macchina sarà più frequente indipendentemente da altri accorgimenti.

Acqua filtrata: cosa cambia davvero

I filtri domestici a carbone, che siano caraffe filtranti o dispositivi installati direttamente sul rubinetto, da soli rimuovono soprattutto cloro, odori e alcune sostanze organiche, ma non riducono in misura significativa calcio e magnesio. La riduzione della durezza avviene quando il sistema contiene anche resine a scambio ionico o altri dispositivi specifici, come l’osmosi. Questo tipo di filtrazione può essere utile in zone con acqua molto dura o con un sapore di cloro marcato.

È bene sapere, però, che una filtrazione troppo spinta, come quella ottenuta con sistemi a osmosi inversa che rimuovono quasi interamente i minerali disciolti, non è automaticamente un vantaggio per il caffè: un’acqua molto povera di minerali o con alcalinità molto bassa può dare un profilo poco equilibrato e aumentare il rischio di corrosione

Acqua in bottiglia: cosa guardare in etichetta

Anche tra le acque minerali in bottiglia esistono differenze enormi in termini di composizione: si va da acque a residuo fisso molto basso, spesso descritte come "leggere", ad acque con un residuo fisso elevato, più ricche di minerali. Per la preparazione del caffè, i parametri da controllare in etichetta restano gli stessi validi per qualsiasi altra fonte: residuo fisso, durezza e pH, confrontandoli con gli intervalli indicati in precedenza.

Un aspetto specifico riguarda invece le versioni frizzanti: l'anidride carbonica disciolta abbassa il pH dell’acqua e può alterare il profilo sensoriale e il normale funzionamento della preparazione. Per preparare il caffè è quindi preferibile un'acqua naturale, non gassata.


Il legame con il calcare e la manutenzione della macchina

Indipendentemente dalla fonte scelta, un'acqua con una durezza elevata porta inevitabilmente a un accumulo più rapido di calcare nei componenti a contatto con il calore, che si tratti di una moka, di una macchina espresso o di un bollitore. Questo accumulo, se non rimosso periodicamente, può alterare la pressione di erogazione e, di conseguenza, il gusto del caffè, oltre a ridurre la durata della macchina nel tempo. Per la moka, la nostra guida alla pulizia approfondisce come rimuovere il calcare in modo naturale, un'operazione utile a prescindere dal tipo di acqua utilizzata abitualmente.

Come orientarsi tra le diverse opzioni

Non esiste una fonte d'acqua valida in assoluto per il caffè: un'acqua di rubinetto con parametri equilibrati può dare risultati identici, se non migliori, rispetto a un'acqua in bottiglia con un residuo fisso troppo elevato o troppo basso. Allo stesso modo, un'acqua filtrata può avvicinarsi ai parametri ideali oppure allontanarsene, a seconda del tipo di filtro utilizzato e di quanto agisce sulla composizione originale. L'unico modo per fare una scelta consapevole è verificare i valori della propria acqua, tramite il referto del gestore idrico per il rubinetto o l'etichetta per l'acqua in bottiglia, e confrontarli con gli intervalli utili all'estrazione.

Domande frequenti

L'acqua del rubinetto va bene per fare il caffè?

Dipende dai suoi parametri specifici, che variano da comune a comune. Un'acqua di rete con durezza e residuo fisso equilibrati è perfettamente adatta; in caso di acqua molto dura, la formazione di calcare nella macchina sarà semplicemente più frequente.

È meglio usare acqua filtrata per il caffè?

Non necessariamente: a seconda della tipologia di filtri utilizzati, la filtrazione può ridurre ad esempio cloro e durezza, il che può essere utile in presenza di acqua molto dura, ma una filtrazione eccessiva rischia di eliminare troppi minerali, penalizzando l'estrazione.

L'acqua frizzante migliora la crema del caffè?

No. L'anidride carbonica non ha questo effetto e può anzi alterare il sapore della bevanda. Per la preparazione del caffè è sempre preferibile un'acqua naturale, non gassata.

L'acqua distillata è la scelta migliore per evitare il calcare?

Non per il caffè: pur eliminando il problema del calcare, un'acqua priva di minerali tende a produrre un'estrazione incompleta, con un gusto piatto e poco aromatico.

Come faccio a sapere quanto è dura l'acqua di casa mia?

I gestori del servizio idrico pubblicano periodicamente i dati di qualità dell'acqua distribuita, consultabili gratuitamente sul loro sito o su richiesta diretta. È il modo più affidabile per conoscere i valori esatti della propria zona.

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